Guai a far arrabbiare Don Fabio. Il sergente di ferro non ha mai avuto un carattere malleabile e ha sempre dato enorme priorità al rispetto delle regole interne. Nessuno al di sopra, tutti uguali di fronte alle disposizioni del tecnico. Così al Milan, al Real, alla Roma e alla Juve. Nel corso del suo ultimo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico al Limec di San Siro, l’allenatore friulano ha raccontato una serie di aneddoti relativi al suo passato.
Alla voce ‘relazioni’ complicate, ci sono due calciatori che hanno spesso fatto disperare Don Fabio. Caratteri difficili, momenti da far tremare i polsi. Al Milan è stato amore e odio con Gullit, uomo e calciatore difficile da gestire. Alla Roma, manco a dirlo, con Antonio Cassano. Uno dei giocatori più esuberanti dell’ultimo trentennio. Estro, fantasia e tanta sregolatezza.
Capello ha confessato di aver fronteggiato delle situazioni non proprio semplicissime. Per il bene dello staff e dello spogliatoio, si è scontrato persino con lo chef. "Con Gullit e Cassano ci siamo messi le mani addosso. Cassano prima di ogni partita ordinava le patatine fritte, inaccettabile. Mi arrabbiai più con lo chef che con lui. Il termine ‘Cassanata’ l'ho inventato io”.
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